CrueltyFree
mag 11th, 2008 by Promiseland.it
Ecco un argomento su cui occorre fare decisamente chiarezza.
Un sito come CosmETICOblog.it basato innanzitutto su una visione dell’etica Vegan, non può certo fare a meno di parlarne in maniera chiara o, peggio ancora, lasciare spazio alle varie leggende metropolitane che circolano su questo argomento.
Abbiamo scelto di dare spazio a un documento chiarificatore realizzato congiuntamente da due massimi esperti come Fabrizio Zago e Massimo Tettamenti. Il primo operante nel settore della formulazione cosmetica ed il secondo attivo nella legislazione in difesa dei diritti animali.
Suggeriamo inoltre di visitare la pagina http://www.promiseland.it/view.php?id=2168 dove è possibile scaricare il documento ufficiale e completo in formato PDF che invitiamo a diffondere presso il proprio circuito di conoscenze in modo da rendere sempre più pubblica la conoscenza del vero stato delle cose su un argomento complesso, controverso e vittima di cattiva informazione.
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CRUELTY FREE: LEGGENDE E VERITA’
(come decidere consapevolmente)
Documento sulla situazione “crueltyfree” in Italia finalizzato a chiarire la validità e la pertinenza delle varie certificazioni, più o meno diffuse in ambito animalista o/e ecologico.
Il seguente documento è stato redatto congiuntamente da:
- Fabrizio Zago (Autore del BioDizionario.it) Esperto di formulazione cosmetica con ingredienti amici dell’ambiente, consulente chimico, nonché consulente accreditato del marchio di certificazione Europeo Ecolabel e operante in altri ambiti di certificazione eco-bio come AIAB, ecc. “Esperto tecnico” nominato dalla UEAPME, associazione europea delle piccole e medie imprese.
- Massimo Tettamanti (Moderatore forum “Vivisezione” su Promiseland.it) Chimico, Vegan. Creatore e coordinatore dell’International Center for Alternatives in Research and Education, I-CARE e del Nutrition Ecology International Center, NEIC.
- Sauro Martella (Fondatore del network di Promiseland.it) Vegano da oltre 10 anni e nonviolento da sempre. Opera professionalmente nel settore della comunicazione web in Italia ed in altri Paesi d’Europa.
COSMESI: L’IMPATTO SU ANIMALI E AMBIENTE
Affrontiamo in maniera sintetica e, speriamo, chiara, lo spinoso discorso dei presunti cosmetici non testati su animali e il proliferare di marchi Cruelty Free, per sgombrare il campo da malintesi e mostrare cosa può fare ciascuno di noi nel suo piccolo per fare meno danno possibile agli animali prendendo coscienza dei seguenti punti.
1) Le persone che cercano prodotti “crueltyfree” sono attente a tutti gli aspetti etici quindi desiderano prodotti che:
- NON inquinino l’ambiente
- NON incrementino la vivisezione
2) Purtroppo questo e’ impossibile perchè:
- TUTTI i cosmetici inquinano, alcuni più, altri meno, ma tutti inquinano.
- TUTTI gli ingredienti dei cosmetici, aldilà dei test sul prodotto finito, sono comunque testati su animali, per obbligo di legge. Non esistono oggi ingredienti di sintesi non testati.
3) La cosa migliore è quindi cercare il miglior compromesso possibile e cioè:
- MINORE impatto ambientale
- MINORE impatto sui test sugli animali
4) In nessun caso nella ricerca di un cosmetico “crueltyfree” bisogna fidarsi di:
- GENERICHE scritte o bollini “bio”, “amico dell’ambiente”, ecc.
- GENERICHE scritte o bollini “cruelty-free”, “non testato su animali”, ecc.
Infatti, sia per il non testato che per il biologico che per il “non-inquinante”, ciascun produttore è, purtroppo, legalmente legittimato ad inventarsi diciture o bollini senza alcun concreto valore traendo in inganno il consumatore. Anche le varie associazioni che stilano delle liste di marche “buone”, magari in perfetta buona fede, lo fanno in realtà senza poter garantire granché in proposito. All’interno di questo quadro desolante e’ difficile per tutti muoversi in questa giungla, e fare le scelte giuste.
5) Ma non bisogna gettare la spugna e farsi scoraggiare. Delle linee guida sicuramente utili esistono, bisogna dunque:
- Scegliere cosmetici più possibile eco-bio esaminando i singoli ingredienti. E’ possibile farlo semplicemente tramite il dizionario online www.biodizionario.it dotato anche di un forum dove chiedere informazioni e chiarimenti sia all’autore, che ai molti altri esperti sempre disponibili a condividere la propria esperienza con i nuovi arrivati.
- Scegliere cosmetici aderenti allo Standard “senza crudeltà”, che non incrementano la vivisezione. Ciò non significa che gli ingredienti non siano mai stati testati, non e’ questo il significato dello Standard. Significa che i produttori si impegnano a non usare ingredienti testati dopo un certo anno che rimane sempre fisso, così, di fatto, si impegnano a non incrementare la vivisezione. Questo e’ il campo di cui si occupa VIVO – Comitato per un consumo consapevole www.consumoconsapevole.org sul cui sito è possibile trovare ogni informazione aggiornata oltre all’elenco delle aziende aderenti a tale standard.
-Tenere in considerazione i limiti oggettivi dei due sistemi di scelta se utilizzati non contemporaneamente: Tramite il BioDizionario.it non si tiene conto dei test su animali, ma solo dell’impatto ambientale. E d’altra parte, tramite lo Standard internazionale cui fa riferimento il sito di VIVO, non si tiene conto del puro impatto ambientale, e quindi puo’ succedere di trovare alcuni prodotti con ingredienti ad alto impatto ambientale, negativo sia per la natura che per gli animali.
Lo Standard a cui si attiene VIVO non tiene conto di ingredienti di origine animale come prodotti delle api, derivati del latte, o altri prodotti animali. Per ovviare a questa mancanza, nel sito VIVO, in aggiunta al puro Standard sui test su animali, ne viene segnalata l’eventuale presenza.
Per quanto riguarda, invece, il BioDizionario.it , esso tiene conto dell’origine delle materie prime che e se provengono da fonte animale vengono segnalate col doppio bollino rosso con uniche eccezioni relative a quei derivati “indiretti” degli animali come il latte o la cera d’api. Per una miglior comprensione, potremmo definire il BioDizionario.it “Vegetariano” ma non “Vegan”.
Concludendo:
Anche se i prodotti ottenuti incrociando i 2 tipi di selezione non sono perfetti in quanto:
- NON si può dire che non inquinino;
- NON si può dire che gli ingredienti non siano mai stati testati su animali;
Rappresentano comunque allo stato delle cose, il miglior compromesso che si possa trovare per animali e ambiente, almeno finché l’attuale legislazione non cambierà e permetterà alla scienza di sperimentare nuove molecole con metodi affidabili e scientificamente provati assolutamente lontani dal modello di sperimentazione animale.
- Quindi non resta che invitare tutti ad attivarsi per sostenere ogni progetto sociale, scientifico o legislativo che cerchi di velocizzare l’ottenimento di un divieto europeo rispetto ai test cosmetici con animali.
Qui di seguito, qualche ulteriore chiarimento per quanto riguarda il “non testato” e alcune “dritte” per non farsi fuorviare da produttori o da “liste dei buoni” fatte senza criterio.
- Il prodotto cosmetico, definito generalmente “prodotto finito”, NON viene ormai più testato su animali.
- I singoli ingredienti devono PER LEGGE essere testati su animali.
- I marchi con il coniglietto o la scritta cruelty free NON vogliono dire nulla: non fidarsi mai di marchi o scritte, di qualunque genere.
- La dicitura “prodotto finito non testato su animali” non vuole dire nulla, ne’ in positivo ne’ in negativo.
- Varie ditte continuano a ingannare i consumatori con risposte del tipo “Noi non testiamo e non commissioniamo test ad altri”. Risposta che, per quanto vera, non specifica che prima o dopo, in un laboratorio o in un altro, per essere venduta, ogni nuova sostanza chimica deve essere testata.
- La legge che doveva vietare a livello Europeo la sperimentazione su animali anche dei singoli ingredienti sta slittando continuamente e la data attualmente decisa è il 2009 per alcuni test e 2013 per altri. Ma, dato che queste “scadenze” stanno slittando in avanti da 15 anni almeno, queste date non significano assolutamente nulla.
Per ulteriori informazioni ed approfondimenti, vi invitiamo a consultare: www.promiseland.it (all’interno del forum “Vivisezione”)
Accidenti!!!! Non ci si può proprio fidare di nessuno a questo mondo!!!! Uffa!!!! la cosa brutta è che non si ouò nemmeno ricorrere tanto all’autoproduzione, per certe cose sì ma per altre… cosa mi dite del mercato equosolidale? dicono che oltre che etico con le persone povere sia ecologico…
Meglio sempre leggere gli ingredienti e scegliere prodotti semplici.
In due giorni, leggendo cosmeticoblog.it e biodizionario.it ho capito di non aver proprio capito niente fino ad adesso!!!
Uso prodotti dell’erboristeria per salvaguardare gli animali ed invece…
Ed ho scoperto che una ditta che credevo “verde”, in realtà tanto verde non lo è!
Comunque, a parte lo sconforto iniziale sto esaminando tutti i prodotti che uso abitualmente. Grazie perchè siete molto chiari nelle spiegazioni.
Mio dio,non c’è niente che sia non testato???ma poi gli animali sono totalmente diversi dagli essere umani,perchè testare su di loro?perchè non testiamo su quelli che hanno testato sugli animali?Loro se lo meritano,ma quegli animali indifesi,che non possono fare niente che gli hanno fatto?
Leggendo l’articolo sopra, posso darvi un informazione: nel 2004 la LAV – LEGA ANTI VIVISEZIONE ha stipulato un accordo con ICEA – ISTITUTO PER LA CERTIFICAZIONE ETICA E AMBIENTALE che garantiscono il controllo sui prodotti CRUELTY-FREE.
Io è da un pò che mi occupo di sensibilizzare questo stile sano di vita e sicuramente ho ancora molto da studiare…ma vi invito a dare un occhiata al sito http://www.icea.info e http://www.lav.it
Chiara.